Rigenerazione Urbana: Il Progetto di Plaça Major a Olot

Instructions

Il progetto di rinnovamento di Plaça Major a Olot, concepito da Un Parell d'arquitectes, rappresenta un'iniziativa esemplare di rigenerazione urbana. Anziché limitarsi alla tradizionale riqualificazione di pavimentazione e arredo, l'intervento si è focalizzato sul restauro e la valorizzazione delle facciate e delle coperture degli edifici circostanti, riconoscendo la piazza come il fulcro civico e storico della città. Questo approccio olistico ha mirato a rafforzare il legame tra lo spazio pubblico e la vita della comunità, trasformando un patrimonio architettonico in parte degradato in un ambiente vibrante e abitabile, con un impatto significativo sulla vivibilità e sull'identità del luogo.

La Plaça Major di Olot, cuore pulsante della città, è definita non solo dalla sua estensione ma anche dall'intreccio di architetture che la circondano e dalla comunità che la anima. Il team di Un Parell d'arquitectes – Eduard Callís, Guillem Moliner, Clàudia Calvet, Quim Domene e Pep de Solà-Morales – ha concepito un progetto di riqualificazione che si inserisce armoniosamente nel più ampio "Pla de Places i Placetes" del centro storico. La loro visione si basa sulla convinzione che la vera riattivazione di uno spazio pubblico non possa prescindere da un intervento profondo sui suoi confini, sulle superfici esterne degli edifici e sulle residenze che vi si affacciano.

Prima dell'intervento, la piazza presentava un quadro di vulnerabilità architettonica: costruzioni semplici, erette tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, caratterizzate da stili e tecniche costruttive comuni ma afflitte da gravi problematiche strutturali, con circa un terzo degli immobili in stato di abbandono o inabitabilità. Inizialmente, il progetto ha privilegiato una fase di analisi approfondita, attraverso la raccolta e l'elaborazione di dati, rilievi precisi e un dialogo costante con i residenti e i commercianti locali. Questa ricerca ha portato a una decisione innovativa: destinare le risorse economiche, che tradizionalmente sarebbero state impiegate per la ripavimentazione e l'arredo urbano, al restauro e alla messa in sicurezza delle facciate e delle coperture degli edifici, spostando l'attenzione dall'esterno verso l'integrità strutturale e l'estetica degli immobili.

La complessità dell'intervento si manifesta attraverso un processo articolato e multifase. Dallo studio storico e dalla valutazione dettagliata dello stato di conservazione degli involucri edilizi, sono scaturite precise linee guida di recupero, conformi alle migliori pratiche di riabilitazione e ai regolamenti locali, tra cui il "Pla del Color d’Olot". La rimozione di elementi non conformi, quali impianti a vista, cavi e antenne obsolete, ha restituito chiarezza alle architetture. Il progetto cromatico, frutto di approfondite indagini stratigrafiche e ricerche documentali, ha saputo reinterpretare la tradizione locale della pittura delle facciate, un aspetto profondamente radicato nella cultura artistica della città.

Parallelamente, il progetto ha affrontato il tema delle attività commerciali, promuovendo la trasparenza delle vetrine e regolamentando insegne e sistemi di illuminazione. Si sono aperte discussioni sulla possibile ottimizzazione degli impianti e sull'integrazione di servizi condivisi, come ascensori comuni. Tuttavia, la riqualificazione fisica è solo una componente di una strategia più ampia, resa possibile da un "Pla de Millora Urbana" e da un sistema di sovvenzioni vincolate che legano l'investimento pubblico all'impegno privato: il Comune si fa carico del 90% dei costi di riabilitazione, a condizione che gli immobili sfitti vengano recuperati e reimmessi sul mercato entro tempistiche definite.

Questo intervento su Plaça Major, che si propone come un'iniziativa pilota e candidata all'EUmies Award 2026, si configura come un modello replicabile per la riqualificazione del centro storico di Olot. Si tratta di un processo che va oltre il semplice ripristino estetico, mirando a rifondare il tessuto sociale, rafforzando il valore intrinseco e abitativo dello spazio pubblico, inteso non solo come elemento fisico ma soprattutto come infrastruttura sociale.

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